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Chieasa di san Cassiano ed Eracliano

Chieasa di san Cassiano ed Eracliano
Proprietà Arcidiocesi di Pesaro. Autorizzazione alla riproduzione concessa dall’Ufficio Beni Culturali

San Cassiano è tra le più antiche della città, documentata dal 1195 quando viene concessa in enfiteusi ai canonici dal vescovo Enrico. Nel 1465, con bolla di papa Paolo II, la chiesa incorpora il Priorato di sant’Eracliano, assumendone le prerogative che assegnavano al parroco il titolo di primo tra i canonici, secondo solo al rettore della Cattedrale.

Nel corso dei secoli l’edificio ha subìto interventi e restauri radicali. Il campanile, in origine ottagonale, viene ricostruito nel Cinquecento mentre la facciata romanica è stata ristrutturata nel 1889, anno iscritto nella targa sul portale.

L’interno presenta un’aula unica, scandita da lesene e pilastri con capitelli compositi, sovrastata da una cupola. Nell’abside, sotto il Crocifisso ligneo del XVII secolo, è stato inserito il quattrocentesco tabernacolo in pietra con la raffigurazione a rilievo del Cristo emergente dal sepolcro, che simboleggia l’ostia offerta sull’altare. Agli altari laterali si trovano la tela di Carlo Paolucci con san Cassiano e santa Mustiola (1775) e l’opera raffigurante sant’Eracliano che adora il Bambino, in parte ridipinta nell’Ottocento sull’originale di Gian Giacomo Pandolfi. Ai lati dell’organo, datato 1804, sono collocati: la tela di Pietro Tedeschi (1750-1805) che riproduce Tobia e l’arcangelo Raffaele (a destra), il dipinto di scuola baroccesca con l’immagine di Santa Barbara ritoccata da Paolucci, a sinistra.

 

sintesi tratta da: Federica Tesini, Pesaro. Itinerari di una città d’arte, Pesaro, Arti Grafiche Pesaresi Editore, 2009, p. 64

 

 

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