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Profilo biografico

Nato nel 1953 a Pesaro città dove vive, Gianni D'Elia è poeta, narratore, traduttore, libero docente e docente universitario, saggista nonché collaboratore come critico a diversi quotidiani e riviste quali ‘Il manifesto’, ‘Poesia’, ‘Nuovi argomenti’ e ‘L’Unità’. Ha fondato e diretto la rivista di lingua e letteratura italiana “Lengua” (1982-1994). La sua prima raccolta di versi - Non per chi va - risale al 1980. Ne sono seguite molte altre: Interludio (Taccuini di Barbablù, 1984), Febbraio (Il lavoro editoriale, 1985), Città d'inverno e di mare (Campanotto, 1986), Segreta (Einaudi, 1989), Notte privata (Einaudi, 1993), Congedo della vecchia Olivetti (Einaudi, 1996), Sulla riva dell'epoca (Einaudi, 2000), Guerra di maggio (San Marco dei Giustiniani, 2000), Bassa stagione (Einaudi, 2003), Coro della cometa (LietoColle, 2004), Trovatori (Einaudi, 2007), Coro dei fiori (Edizioni Banca di Teramo, 2007), Quadri della riviera (Edizioni Banca di Teramo, 2009), Riscritti Corsari (Effige, 2009), Trentennio. Versi scelti e inediti 1979-2009 (Einaudi 2010). La sua poesia si muove nella tradizione della poesia civile di Leopardi e pisolini; D’Elia ha infatti dichiarato: “Metto Pasolini sopra tutti gli scrittori perché ha avuto più coraggio di tutti nel liquidare il letterario per cavalcare un’ipotesi di anti-opere”. Non a caso, su Pasolini ha pubblicato i volumi L’eresia di Pasolini (Effigie, 2005) e Il petrolio delle stragi  (Effige, 2006) ed ha curato la prefazione dell’edizione per Garzanti de La religione del mio tempo. La prima opera letteraria di D’Elia in realtà è stata di narrativa: 1977 è stato scritto appunto in quell’anno e pubblicato nel 1986 da Il lavoro editoriale; a questo romanzo è seguito Infernuccio italiano (Transeuropa,1988) entrambi confluiti, insieme a una terza parte inedita, nel corpus Gli anni giovani (Transeuropa, 1995), dallo scrittore stesso definito ‘una biografia simbolica’. Ha tradotto, infine, poeti simbolisti e surrealisti: Taccuino francese (Edizioni di Barbablù, 1990), I nutrimenti terrestri di Gide (Einaudi, 1994) e Lo Spleen di Paris di Baudelaire (Einaudi, 1997). Sempre presso Einaudi, ha curato la traduzione di Paradisi artificiali di Baudelaire.

 

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