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Profilo biografico

Romagnolo di nascita, Giulio Perticari viene considerato a tutti gli effetti pesarese di adozione: tra Pesaro, Sant’Angelo in Lizzola e San Costanzo ha trascorso infatti la sua breve vita, con qualche viaggio e soggiorno tra Roma e Milano. Nato in una famiglia aristocratica, figlio del conte Andrea e della contessa Anna Cassi, e fratello di Gordiano, Giuseppe e Violante, compie i suoi studi dapprima nel Collegio di S. Carlo di Fano, per poi cimentarsi a Pesaro in studi letterari e umanistici. Nel 1801 va a Roma, dove si laurea in giurisprudenza all'Archiginnasio Romano. Qui inizia il suo periodo di attento osservatore delle questioni politiche italiane del tempo, divenute instabili a causa della frammentazione della penisola italiana in tante realtà sociali e politiche diverse, e rimane affascinato dai nuovi venti patriottici e romantici che spiravano dalla borghesia intellettuale progressista. Perticari abbandona presto la giurisprudenza a beneficio della sua vera passione: la letteratura. Comincia a comporre versi ed entra nell'Accademia dell'Arcadia con il nome di Alceo Compitano. Si narra che il suo animo fosse un misto di nobili e di bassi sentimenti, con un carattere debole e a tratti meschino. L'amore per la poesia era però sincero, se più avanti il generale Guglielmo Pepe avrebbe riconosciuto a Giulio il merito di averlo fatto innamorare della poesia di Dante. Nel 1810, da una relazione con la popolana pesarese Teresa Ranzi nasce il figlio Andrea Ranzi. A Fusignano, vicino Ravenna, il 6 giugno 1812, invece, sposa, grazie alla viva amicizia con il poeta Vincenzo Monti, sua figlia Costanza. Fortemente voluto dai genitori di lei, il matrimonio non fu felice ma il conte tenne sempre la moglie in grande considerazione. Anche Costanza, rimasta vedova, riserverà al marito dolci parole dimostrando di averlo amato. Intorno al 1820 Perticari è impegnato nella grande discussione della lingua italiana, in cui propone una versione alighieriana, nel rifiuto dei dialetti locali e nella promozione della lingua del Trecento in chiave moderna. Fra i suoi saggi su questo tema, spiccano Dell'amor patrio di Dante Alighieri e del suo libro intorno al volgare eloquio, Degli scrittori del Trecento e de' loro imitatori e Difesa di Dante. Coinvolto completamente nel patriottismo, si mette in contatto con gli ambienti carbonari pesaresi e instaura un importante epistolario con alcuni famosi intellettuali. Muore a San Costanzo nel 1822. Gran parte delle sue lettere, che ne disegnano ideologia e personalità, sono conservate nella Biblioteca dei Musei Oliveriani di Pesaro.Due curiosità: Stendhal nutriva per Perticari una grande ammirazione: lo considerava uno dei primi letterati italiani e lo citava come esempio del modo naturale di scrivere. Una statua in marmo dedicata a Perticari si può ammirare presso una delle micchie laterali del Palazzo delle Poste Italiane di Pesaro in piazza del Popolo; l'opera è stata realizzata dallo scultore veneziano Pietro Lorandini.

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