Profilo biografico

Nata a Pesaro nel 1963, dopo il liceo Simona Baldelli si  trasferisce a Bologna per studiare alla Scuola di Teatro. Con in tasca il diploma di attrice gira l’Italia, lavorando in diverse compagnie. Il teatro a tutto tondo: attrice, regista e drammaturga - un suo testo, De Tarantola, premio Per Voce Sola 2010, è stato pubblicato da Nerosubianco Edizioni – fonda un’associazione, Punto Com, per la progettazione e organizzazione di eventi di cultura e spettacolo. E' anche speaker e autrice di programmi per la radio. Frequenta corsi di scrittura scenica e creativa preso l’I.S.A. de La Habana e la Scuola di Scrittura Creativa Omero di Roma dove vive ormai da venti anni. Scrive racconti, alcuni dei quali inseriti in antologie pubblicate da Omero Editore e da Ed. Creatività Papers, fino ad arrivare al suo primo romanzo, Evelina e le fate. Pubblicato da Giunti, il libro è finalista al Premio Italo Calvino 2012 e vincitore del Premio Letterario John Fante 2013.
La protagonista – Evelina, una bambina di cinque anni - osserva e racconta, con uno sguardo quasi magico che trasforma dolore e violenza della guerra in fiaba, l’ultimo anno del secondo conflitto mondiale, dalla sua casa e la sua comunità: quella contadina di Candelara, il borgo dell’entroterra pesarese; poco distante da lì, passava la Linea Gotica. Simona Baldelli ha messo insieme le vicende raccontate da sua madre - Evelina, appunto -, dalla famiglia e dagli abitanti del paese e poi ha lavorato di fantasia, creando una storia lieve e terribile, ingenua e straordinaria. Una piccola comunità diventa emblematica e popolata di rifugiati, partigiani e fate. Importante il lavoro fatto dalla scrittrice sul linguaggio: a ogni personaggio è restituita la sua lingua, cosicché gli sfollati benestanti arrivati da Pesaro non parlano il dialetto a differenza dei contadini di Candelara. Realtà e magia si mescolano, così come lo stile asciutto, gli elementi dialettali e le filastrocche.
Riguardo alle fate, Simona Baldelli scrive nel ringraziamenti: «Io non so se ci sono oppure no. Mia madre, i miei zii ed altri ancora, dicono che si aggirano per Candelara da sempre… Se vi trovate dalle parti della campagna marchigiana, là dove sfuma nella Romagna, con il mare all’orizzonte, dove la sfoglia delle tagliatelle è così sottile che ci si legge attraverso e le piadine sono spesse quanto un fagiolo, guardatevi attorno».

 

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