Prima di raccontare il mio impetuoso approdo sull’isola della maternità, mi sento di sottolineare come l’arrivo di mia figlia sia stato inaspettato quanto una manata sulla nuca da parte dell’Uomo invisibile.
Le possibilità che avevo di concepire un bebè, a detta del mio ginecologo e di una endometriosi al quarto stadio, erano pari a quelle di vedere un asino librare nell’aria con un paio
d’ali da fare invidia a Pegaso.
[...]
Mia figlia è arrivata. Semplicemente. Qualcuno sostiene che siano i figli a scegliere i genitori. E una piccola temeraria ha deciso di bussare alla mia porta. Da tempo non mi chiedo più come possa essere accaduto questo fatto straordinario, ma penso sempre più seriamente che sarebbe cosa buona e giusta cominciare a credere nel destino.

dalla Prefazione a Di materno avevo solo il latte, Dalai, 2011

 

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