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La Strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione

12-11-2017

La Strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione

La rassegna dedicata ai “forestieri di ieri e di oggi’ che per scelta o destino, sono diventati cittadini di Pesaro, questa volta parla di Carlo Pedrotti in occasione dei 200 anni dalla sua nascita. Si rende così omaggio ad un grande pesarese d’adozione, considerato uno dei musicisti italiani più importanti del XIX secolo e figura determinante per lo sviluppo della cultura musicale cittadina.

Continua la rassegna di incontri ‘La strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione’, e dedicata ai “forestieri” di ieri e di oggi: donne e uomini “venuti da fuori”, che per scelta o per destino, per breve o lungo tempo, sono diventati cittadini di Pesaro. Domenica 12 novembre, è la volta di Carlo Pedrotti a 200 anni dalla sua nascita: un appuntamento che vuol rendere omaggio a questo grande pesarese d’adozione, considerato uno dei musicisti italiani più importanti del XIX secolo e figura determinante per lo sviluppo della cultura musicale pesarese.

Carlo Pedrotti nasce a Verona il 12 novembre 1817 e inizia giovanissimo l’attività di operista. Dopo il primo successo dell’opera Lina (1840), si trasferisce ad Amsterdam dove è Maestro Concertatore al Teatro Italiano dell’Opera e dove rimarrà solo quattro anni. Tornato a Verona, diventa nel 1844, Maestro Concertatore del Teatro Filarmonico e al Teatro Nuovo, dove ottiene il suo primo vero successo nel novembre 1852 con  Fiorina replicata più volte grazie all’esito fortunatissimo. Dopo un passaggio non troppo fortunato alla Scala di Milano con Genoveffa di Brabante il vero successo di Pedrotti, quello che lo consacrerà tra i più applauditi compositori del suo tempo sarà Tutti in maschera, opera buffa su libretto di Marco Marcelliano Marcello, proposta il 4 novembre 1856 al Teatro Nuovo di Verona, ispirato a L’impresario delle Smirne di Goldoni. L’opera ha un immediato successo: per il resto del secolo sarà rappresentato con continuità in decine di teatri italiani e stranieri e godrà ancora di repliche fino ai nostri giorni. Successo che arride anche all’opera successiva, Altre tappe importanti nella carriera del compositore sono Isabella d'Aragona, con la celebre soprano Antonietta Fricci, per l'inaugurazione del Teatro Vittorio Emanuele di Torino (1859) e la partecipazione, col Tuba mirum (1868) alla Messa da Requiem per Rossini voluta da Giuseppe Verdi. Sempre in quell’anno Pedrotti lascia Verona e va a Torino dove viene incaricato della direzione del Liceo Musicale e del ruolo di Maestro concertatore e Direttore del Teatro Regio. Qui fonda  i celeberrimi Concerti Popolari, considerati la prima istituzione concertistica pubblica d’Italia, che offriranno al pubblico torinese un vasto panorama del repertorio sinfonico classico, romantico e contemporaneo, creando un nuovo interesse per la musica strumentale e grazie ai quali il pubblico italiano inizia a conoscere le opere di Wagner, Mendelssohn, Schumann, Liszt, Glinka, Berlioz, Bizet, Massenet e ha modo di ascoltare quasi integralmente le sinfonie di Beethoven e lavori sinfonici di compositori italiani, talvolta debuttanti.

Nel 1892 Pedrotti accetta la nomina, propostagli dall’allora sindaco Giuseppe Vaccaj di Direttore al Nuovo Istituto Musicale di Pesaro. Nei dieci anni di permanenza pesaresi grandi e importanti saranno le iniziative firmate da Carlo Pedrotti che, oltre a dirigere il Liceo Rossini e istituire l’evento ricorrente delle “Celebrazioni Rossinane” ha anche il merito di arricchire la biblioteca dell’Istituto con numerose, preziose partiture, di “importare” molti valenti musicisti come docenti dello stesso Liceo e di scoprire e lanciare, con l’intuizione del grande didatta e formatore, tanti talenti della musica come Alfredo Zonghi, Giuseppe Gironi, Cesira Pagnoni, Maria Pizzagalli, Anna Pettignani e poi, negli anni a venire, Maria Grisi e Alessandro Bonci.

Pochi mesi dopo le grandiose celebrazioni centenarie del 1892, stanco anche del sempre più gravoso incarico, ammalato e affetto da una grave forma depressiva. Pedrotti decide di far ritorno a Verona, dove il 16 ottobre di quello stesso anno, decide di porre tragicamente fine ai suoi giorni gettandosi nell'Adige dal Ponte della Vittoria.

Pur non essendo stata limitata a Pesaro, come abbiamo visto, la vita artistica e l’attività di Carlo Pedrotti si sono inscindibilmente legate a questa città. “È merito suo, primo direttore del Liceo Rossini – sostiene i musicologo Maria Chiara Mazzi -, se la musica ha assunto una funzione così centrale nella vita e nella cultura cittadina, è lui che ha iniziato quel percorso di integrazione tra musica e città tanto importante per questo territorio, al punto da divenirne un suo tratto distintivo recentemente consacrato dalla nomina di Pesaro come città della musica UNESCO”.

Domenica 12 novembre ore 17.30
saluti di Giorgio Girelli Presidente Conservatorio Statale di Musica “G. Rossini”, Oriano Giovanelli Presidente Fondazione G. Rossini, Andrea Nobili Presidente Consiglio Comunale di Pesaro
RITRATTO DI CARLO PEDROTTI Verona, 12 novembre 1817-16 ottobre 1893
leggono Francesca Di Modugno, Mara Marcantoni, Luca Sinelli
a seguire CARLO PEDROTTI: GLI ANNI PESARESI
intervengono Maria Chiara Mazzi musicologo, Cristian Della Chiara voce recitante

durante l’incontro:
interventi musicali di Giada Cantelmi, Valentina Maurizi, Luca Pagnotta pianoforte
Federica Priscilla Nicodemo, Eleonora Nota soprano
Allievi del Conservatorio Statale di Musica G. Rossini

Protagonisti della rassegna ideata e diretta da Lucia Ferrati, sono figure ‘speciali’ che appartengono ad ambiti diversi. Intellettuali, poeti e scrittori come Bernardo e Torquato Tasso, Giovan Battista Passeri, Giuseppe Picciola, Clarice Tartufari, Dino Garrone, Nino Pedretti, Enzio Cetrangolo, Roberto Dionigi, attori come Annibale e Ave Ninchi, partigiani come Lea e Sparta Trivella, politici come Ernesto Nathan e Marcello Stefanini, nobili e nobildonne come Lucrezia Borgia, Giulio Perticari e Costanza Monti, musicisti come Carlo Pedrotti, Pietro Mascagni, Riccardo Zandonai, Amilcare Zanella, Mario Del Monaco e Luciano Pavarotti, regnanti come Carolina di Brunswick, artisti come i pittori di Villa Imperiale (Raffaellino del Colle, Dosso e Battista Dossi, Agnolo Bronzino, Francesco Menzocchi), o quelli convenuti alla scuola di Giannandrea Lazzarini, e ancora Federico Barocci, Nino Caffè e lo scultore Loreno Sguanci, tipografi come Annesio Nobili, botanici e naturalisti come Aldo J. B. Brilli-Cattarini, sportivi come Riccardo Brusi, religiosi come Giuseppe Bocci, Gianfranco Chiti o Serafina Sforza, testimoni della deportazione nazista come Irene Kriwcenko, ceramisti come Filippo Antonio Calegari, architetti come Filippo Terzi e Luciano Laurana, medici come Cesare Lombroso, per citarne solo alcuni. Ma anche giornalisti, prefetti e questori e i tanti maestri e professori che hanno cresciuto intere generazioni di pesaresi. Personalità complesse e carismatiche che hanno lasciato una forte impronta del loro pensiero e della loro opera. E una visione nuova, affascinante e inedita della nostra città. Letture, materiali iconografici, interventi critici, testimonianze, mostre, spettacoli e performance, contribuiranno, in ogni appuntamento, a raccontare le loro storie.

scarica la cartolina

 

 

Organizzatore: Comune di Pesaro (Presidenza del Consiglio, Assessorati alla Bellezza e alla Crescita), Conservatorio Statale di Musica G. Rossini, Fondazione Rossini, in collaborazione con: Ente Olivieri, Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, Amat; con il contributo di Banca di Credito Cooperativo di Gradara

Luogo:

Auditorium Pedrotti

Data Inizio Evento:
12-11-17
Orari:

ore 17.30 -19.30

ingresso libero

Information:

tel 0721 33344

biblio.oliveriana@provincia.ps.it

Info Disabili:

accesso disabili







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