La Fondazione Pescheria-Centro Arti Visive prosegue la sua attività per far luce sulle espressioni artistiche del territorio. Dal 14 aprile al 6 maggio, il loggiato ospita la mostra che racconta per immagini, come un caleidoscopio, il “fermento” dei personaggi che hanno caratterizzato Pesaro e la sua cultura tra il 1960 e il 1990.
Una mostra che ripercorre la scena artistica pesarese con un repertorio di immagini fotografiche e oggetti che ricostruiscono i profili delle figure più interessanti della scena artistica cittadina dell'epoca. Un viaggio attraverso il periodo di felice fermento culturale: trent’anni che hanno segnato la vita e l'opera di Franco Bucci, dal cui archivio provengono le opere e i documenti esposti. E' tutto questo e molto altro, l'evento visitabile dal 14 aprile al 6 maggio presso il loggiato della Pescheria.
Dall'esposizione emerge una storia di incontri, situazioni e scambi, di grandi e contrastate amicizie, di persone che hanno vissuto sempre alla ricerca del nuovo; amici che si scrivono, si passano informazioni, condividono sogni e aspettative, scambiano le loro opere come doni. Soprattutto si racconta di come i rapporti fossero di grande intensità: i protagonisti di questa storia erano amici e insieme facevano qualcosa di speciale. Si incontravano spesso a tavola, con mogli e figli che diventavano compagni di giochi. Ogni opera esposta, ogni lettera, ogni fotografia, parla di gente che ha saputo costruire tanto e che spesso si è anche molto divertita.
Il percorso di mostra inizia con il racconto dei giovani e attivissimi artisti alla fine degli anni '50; artisti che gravitavano attorno all'attuale Liceo Artistico Mengaroni: Valentini, Pomodoro, Sguanci. In questo primo periodo di “avventure artistiche”, Franco Bucci si cimenta con il rame smaltato fondando 'Mastro 3' insieme a Paolo Sgarzini, Vladimiro Vannini e Aldo Jacomucci.
Si prosegue negli anni sessanta con il 'Laboratorio Pesaro' fondato da Franco Bucci, Nanni Valentini, Roberto Pieraccini e Filippo Doppioni; una grande scommessa che dal 1966 Bucci prosegue da solo: è l'inizio della sua carriera di ceramista e imprenditore.
Negli anni ‘70 nascono rapporti con i grandi nomi del design (Sottsass) e altri artisti produttori italiani (Tasca, Bonfanti, Fabbrini). Si allargano gli orizzonti e si ottengono importanti commesse internazionali. La discussione del periodo è incentrata sulla qualificazione dei mestieri d'arte. I gruppi si battezzano “produttori d’arte” e proprio allora si gettano le fondamenta concettuali che Bucci farà per sempre sue, nella vita e nel lavoro.
Gli anni '80 e '90 sono segnati dalla nascita di amicizie fraterne tra Bucci e personaggi come Dolcini e Sassi, legami che ormai coinvolgono anche la sfera professionale. E' il momento di progetti innovativi messi a punto durante cene conviviali in casa Bucci, dove prende vita, in una mitica serata, il progetto della rivista “La Gola”.
Intrecci fra le varie forme espressive: poesia, musica, grafica, fotografia; da qui nascono le opere e gli oggetti esposti in Pescheria. La mostra documenta un periodo di forte carica creativa nel quale vede la luce l' Ipergrès, il materiale ceramico che Bucci "inventa" in quegli anni vincendo un sfida che sembrava impossibile.
La mostra “Fermento pesarese. 1960-1990 Arti e Persone dall'Archivio Bucci” è realizzata grazie al sostegno di: Comune di Pesaro, Bertozzini costruzioni, Gamba manifatture 1918, Ifi-Arredi Bar Gelaterie Pasticcerie, Isopak Adriatica Spa; sponsor tecnici: Hotel Alexander Museum, Il Pesaro.it, Acanto.
Fondazione Pescheria-Centro Arti Visive, Archivio Bucci
Fondazione Pescheria-Centro Arti Visive
da martedì a domenica 10-12; 17.30-19.30
inaugurazione sabato 14 aprile ore 18
ingresso libero
tel 0721 387651-653
accesso disabili